I SANTI DEL GIORNO: 4 luglio Santa Elisabetta del Portogallo

Santa Elisabetta del Portogallo (Saragozza, 4 gennaio 1271 – Estremoz, 4 luglio 1336)



Isabella di Aragona con un'altra Santa Elisabetta -Groeninge Museum, Bruges


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Petrus Christus, (Baarle-Hertog, 1410 circa – Bruges, 1475 circa)


Petrus Christus, Pietro Ghrista in italiano arcaico[1], (Baarle-Hertog, 1410 circa – Bruges, 1475 circa) è stato un pittore fiammingo. Appartenne alla cosiddetta "seconda generazione" della pittura fiamminga, dopo la prima dei fondatori Jan van Eyck, Rogier van der Weyden e Robert Campin.
Le notizie sulla sua vita sono scarse: non si conosce neanche quale fosse il suo vero nome (quello di Petrus Christus è stato dedotto dalla sua firma, petr. XPI). Il catalogo delle sue opere, che conta circa quaranta pezzi, è stato ricostruito in base agli otto dipinti pervenutici, datati tra 1446 e il 1457, che recano la sua firma.
Le prime tracce documentali risalgono al 7 luglio 1444, quando acquistò la cittadinanza di Bruges insieme alla moglie; nel 1454 lavorò per il conte d'Estampes e quattro anni dopo, 1458, risultava iscritto alla confraternita della Madonna dell'Albero Secco, una delle più prestigiose associazioni del tempo, che contava tra i suoi membri anche i duchi di Borgogna e i banchieri italiani attivi a Bruges (Arnolfini, Portinari).
Viene ritenuto l'erede spirituale dell'arte di Jan van Eyck, del quale potrebbe essere stato allievo, visto che dimostra di aver bene imparato dal maestro la lezione dello spazio, del volume e dell'ambiente, ma la sua maniera denuncia l'influenza di altri grandi artisti fiamminghi del suo tempo: Dirk Bouts, Robert Campin e Rogier van der Weyden. Una suggestiva ipotesi lo vuole autore del completamento di una madonna di van Eyck lasciata incompiuta con la sua morte, oggi alla Frick Collection di New York.
Alcuni ipotizzano anche un viaggio di Christus in Italia: egli fu il primo artista fiammingo ad adottare la costruzione spaziale geometrica e razionale della prospettiva a punto di fuga unico; numerosi suoi clienti erano dopotutto italiani, molti dei quali toscani, ed essi avrebbero potuto spingerlo a venire incontro ai loro gusti.
Dalle analogie artistiche tra Petrus Christus e Antonello da Messina è stato ipotizzato un contatto tra l'artista siciliano e il fiammingo, del quale è stata forse trovata un prova documentaria nei presumibili nomi dei due che compaiono tra i salariati per la partecipazione a una medesima battaglia. D'altra parte, una citazione iconografica di Petrus Christus si ritrova anche nella Deposizione di Colantonio, che di Antonello fu maestro. ..


Isabella d'Aragona, conosciuta anche come Sant'Elisabetta del Portogallo, Isabel in aragonese e in portoghese, Elisabet in catalano (Saragozza, 4 gennaio 1271 – Estremoz, 4 luglio 1336), è stata regina consorte del Portogallo e dell'Algarve dal 1282 al 1325. Fu canonizzata nel 1625 ed è venerata come santa dalla chiesa cattolica.
Era la figlia terzogenita (prima femmina) del re d'Aragona, di Valencia e conte di Barcellona e altre contee catalane, Pietro III il Grande e di Costanza di Sicilia[3], figlia del re di Sicilia Manfredi (figlio illegittimo dell'imperatore Federico II di Svevia) e di Beatrice di Savoia (1223 – 1259).
Bartolomeo di Neocastro, nella sua Historia Sicula menzione Isabella, assieme ai fratelli (Alfonsus, Elisabeth regina Portugalli…Rex Iacobus, Dominus Fridericus, domina Violanta et dominus Petrus) come figli di Pietro III il Grande (Petro regi Aragonum) e della moglie Costanza.
Isabella andò in sposa nel 1282, al re Dionigi del Portogallo, figlio terzogenito (secondo maschio) del re del Portogallo e dell'Algarve, Alfonso III il Restauratore e della principessa castigliana Beatrice, figlia illegittima del re di Castiglia, Alfonso X il Saggio e di Maior Guillen de Guzman: il 2 febbraio, a Barcellona, per procura e il 24 giugno, in persona, a Trancoso. Isabella è citata anche nel Chronicon Conimbricensi come regina del Portogallo (Dñæ Elizabeth Reginæ Portugaliæ).



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